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Osservazioni agostane a Francavilla e dintorni

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Da qualche anno, le mie osservazioni agostane si concentrano principalmente intorno al paese natale e le sue immediate vicinanze: Francavilla Angitola (VV) e Lago dell’Angitola (VV), luoghi incastonati in un paesaggio caratterizzato da basse ed ondulate colline tra la silenziosa e rigogliosa dorsale appenninica delle Serre Calabresi e la costa tirrenica affollata di vacanzieri.


Agosto è generalmente considerato un mese avaro di osservazioni: la stagione delle nidificazioni è per lo più volta al termine (almeno alle basse quote), i grandi movimenti migratori non sono ancora iniziati o sono agli esordi, le alte temperature limitano gli spostamenti diurni della fauna e fiaccano pure gli osservatori, distratti anche in altre attività.

Con po’ di pazienza, è comunque possibile avere qualche soddisfazione, indagando con attenzione quel poco che si vede: accanto alle specie più comuni, non di rado, scaturisce qualche piacevole sorpresa.


Può così succedere che la vista di gruppetti di rapaci…

Lungo la valle del Fiume Aniene

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L'Aniene è un fiume che si sviluppa per un centinaio di chilometri, dalle sue più lontane sorgenti, lungo i fianchi dei Monti Simbruini, tra le province di Roma e Frosinone, alla sua confluenza nel Tevere, nell'area urbana di Roma.

Attraversa aree ricche di storia ed il suo corso è caratterizzato, almeno a monte della pianura romana, da lunghi tratti che presentano un buon grado di naturalizzazione.


Circeo invernale

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Il Parco Nazionale del Circeo è uno dei parchi nazionali storici italiani e, nonostante la pressione antropica, protegge una vasta gamma di ambienti, dalle dune costiere alle pareti rocciose, dagli ampi laghi alle paludi, alla foresta planiziale. Durante l'inverno, i birdwatcher frequentano soprattutto le aree umide costiere che si popolano di migliaia di uccelli, appartenenti a più di cento specie differenti, che qui trovano rifugio e cibo per superare l'inverno. Anatre, cormorani, aironi, limicoli e rapaci diurni sono i più appariscenti a cui si accompagnano i più piccoli passeriformi.

Ancora Lucretili

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Ancora Monti Lucretili (RM)... ancora boschi, prati... ancora fruscii di ali, richiami... ancora foglie morte in movimento, vento fresco, cielo terso ed azzurro, sole caldo... ancora bacche rosse, tronchi grigi, foglie verdi, muschi e licheni... ancora silenzi, sentieri solitari, grandi spazi.

Di seguito una serie di immagini.

Lodolaio o Falco pellegrino? oppure cosa?

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Le immagini che seguono sono state scattate il 18 novembre 2016 nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano (RM). Ritraggono un falco posato su una bocchetta di irrigazione di uno dei tanti campi presenti nell'area protetta.
Inizialmente avevo identificato il falco come un giovane Lodolaio (Falco subbuteo), con qualche dubbio che potesse essere un giovane Falco cuculo (Falco vespertinus). Le foto (a partire dalla Foto 1) sono state visionate anche da altri: le persone che hanno espresso un parere sulla sua identificazione, si sono invece orientate in maggioranza verso un giovane Falco pellegrino (Falco peregrinus), evidenziando caratteri distintivi tra cui le grosse dimensioni apparenti, la robustezza dell'esemplare, il cappuccio scuro, i mustacchi marcati e larghi, l'assenza del secondo "dente" dietro il mustacchio, la coda troppo chiara e con barrature apprezzabili. Solo due persone hanno manifestato una propensione a confermare l'identificazione co…

Incontri più o meno ravvicinati di Sacro e profano

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Il Sacro (Falco cherrug) è un uccello rapace con dimensioni simili ad una Poiana (Buteo buteo), ma con struttura tipica del genere Falco. Si tratta di una specie politipica (ovvero una specie formata da più popolazioni costituite da individui simili, ma non necessariamente identici fra loro) a distribuzione centroasiatica-pontica. In Italia, lo si incontra come migratore regolare, con movimenti tra settembre-novembre e febbraio-maggio, oppure come svernante regolare anche se apparentemente senza grossi numeri. Le zone di nidificazione più prossime all'Italia si trovano in Ungheria, Repubblica Ceca ed Austria, e rappresentano la porzione più occidentale dell'intero areale di nidificazione della specie. Questo e molto altro si trova scritto nei libri, ma un incontro sul campo con questo splendido falcone si può tradurre in un'esperienza molto emozionante, per chi, naturalmente, è sensibile a certi tipi di emozioni.
I miei incontri con questa splendida specie si concentrano …

Lodolaio o pellegrino?

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Le immagini che seguono sono state scattate il 18 novembre 2016 nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano (RM). Ritraggono un falco posato su una bocchetta di irrigazione. Sono state postate per facilitare una discussione sul GRoB! sull'identificazione del dell'individuo raffigurato.

Smeriglio vs Gheppio vs Sparviere

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Una foto in controluce venuta male, dei commenti costruttivi sulla stessa, una discussione sull'identificazione del soggetto ritratto.

Odonati al Lago Angitola (VV)

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Del Lago Angitola (VV) e dell’avifauna che è possibile osservare presso le sue rive ed acque, si è già detto in un precedente post. L’area naturalmente non è popolata da soli uccelli, ma si possono osservare anche varie specie di mammiferi, rettili ed anfibi. Non mancano gli insetti e tra questi spiccano per dimensioni, agilità e velocità gli Odonati. 


Grillai a Matera

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Una visita a Matera permette di osservare alcuni dei suoi abitanti più particolari.

Si tratta di falchi migratori, i Grillai (Falco naumanni), che giungono qui per nidificare all'inizio della primavera.

Le Cornacchie grigie rioccupano un nido

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Qualcuno forse ricorderà il nido di Cornacchia grigia (Corvus cornix), codificato come G_05/15, costruito nella primavera del 2015 su un Acero americano (Acer negundo sp) a ridosso di un palazzo nella zona Est della città di Roma (chi vuole rinfrescare la memoria, può vedere qui). Ebbene, nella primavera del 2016, lo stesso nido è stato rioccupato dalle cornacchie.

La "Marana" meravigliosa

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Nel dialetto romanesco con il termine "marana" (italianizzato in marrana) vengono indicati i piccoli rivi o anche fossi che si trovano o attraversano il territorio urbano. Spesso, questi corsi d'acqua versano in condizioni molto critiche dal punto di vista ambientale divenendo aree marginali di abbandono di rifiuti di vario genere. Uno sguardo attento anche a questi luoghi può però riservare più di una sorpresa, evidenziando ancora una volta, come la Natura sia in grado di occupare gli spazi rimasti disponibili.
E' per esempio il caso di un canale poco profondo, nella periferia sud-occidentale di Roma, che si sviluppa, per circa 350 m, tra una strada e la vicina sede ferroviaria. Una delle rive (quella lato strada) è completamente interessata dall'argine in cemento del canale. L'altra presenta una copertura vegetativa per lo più caratterizzata da rovi. Nel letto del canale cresce un'abbondante vegetazione. Nonostante i rifiuti solidi presenti, l'acqu…

Area umida della Cervelletta

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Durante la mattinata del 22 aprile 2016, ho trascorso alcune ore nella Riserva Naturale Valle dell'Aniene in Roma ed in particolare nella zona attorno all'area umida della Cervelletta. 
Come recita un pieghevole delle riserva, "si tratta di ciò che rimane di una zona paludosa legata alla presenza di sorgenti alimentate dalla falda idrica dei Colli Albani" con canali "caratterizzati da acque di buona qualità con notevole bioversità".
Le premesse non sono state smentite e, tra canali e campi fioriti, è stato possibile registrare interessanti presenze faunistiche.


Poiane scure

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Qui di seguito sono presentate le foto di due Poiane (Buteo buteo) con parti inferiori molto scure, sono state scattate in tempi diversi, ma sempre nella seconda metà del mese di marzo. Da notare che, in entrambe le osservazioni, il cielo era velato ed il sole alto e ciò potrebbe aver falsato la tonalità degli scatti.

Panorami della Duchessa

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Nell'Appennino centrale, le Montagne della Duchessa costituiscono la naturale prosecuzione laziale dei gruppi abruzzesi del Velino e del Sirente e con questi formano un unico comprensorio montuoso. L'area consente di immergersi in un paesaggio severo ed a tratti selvaggio, ricco di scorci e di ambienti che vanno dalle forre ai pascoli montani, passando per boschi misti, faggete, pareti rocciose e valli modellate dall'azione di remoti ghiacciai. E' altresì presente un suggestivo laghetto di montagna, il Lago delle Duchessa, posto a 1788 m e circondato dalle cime rocciose del Monte Morrone (2.130 m), del Costone (2.239 m) e del Muro Lungo (2.184 m). La Riserva Naturale Montagne della Duchessa preserva questi luoghi, insieme alla loro flora e fauna,  analogamente a quanto succede sul versante abruzzese con il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.
Vari itinerari si snodano all'interno dell'area protetta ed il lago rappresenta, se non una tipica ed appagante me…

Ancora due Gabbiani comuni con anelli

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10 gennaio 2016 - Litorale tra Torre San Lorenzo (RM) e Torvaianica (RM) Nel corso di un censimento IWC (International Waterbird Census), lungo il suddetto tratto di litorale romano, io e Roberto Lippolis osserviamo un gruppo di Gabbiani comuni (Larus ridibundus) che riposa sulla spiaggia non lontano dalla foce di un canale. Tra loro, ci sono due individui marcati con anelli rossi: nonostante la notevole distanza ed il vento che fa vibrare i cannocchiali, riusciamo a leggere, non senza difficoltà, i corrispondenti codici. 

Per non dimenticare, ovvero breve rassegna di nomi dialettali di uccelli francavillesi

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Francavilla Angitola (VV) è un piccolo borgo che sorge in un'area collinare non molto lontano dalla costa tirrenica calabrese.
Vorrei ricordare di seguito i nomi dialettali degli uccelli che si utilizzavano (e forse ancora si utilizzano) a Francavilla durante la mia infanzia ed adolescenza.


Intorno ai piani carsici dei Monti Lucretili (RM)

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Una classica passeggiata nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, non lontano da Roma, permette di raggiungere abbastanza facilmente due piani carsici circondati da faggete. Si tratta del piano del Campitello e del Pratone ai piedi del Monte Gennaro, che generalmente si vede bene anche da Roma.


Una visita alla fine dell'autunno, soprattutto in giorni infrasettimanali, può consentire una piena immersione in una natura che ancora può meravigliare.

Invito alla visita: Lago Angitola (VV)

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Si tratta dell'unica zona Ramsar della Calabria ed oggi è inglobata nel Parco Regionale delle Serre anche se il suo territorio è disgiunto dal corpo centrale e più ampio del parco stesso, che si sviluppa lungo la catena appenninica.
Si tratta di un bacino artificiale di circa 875 ettari, ottenuto dallo sbarramento del Fiume Angitola a valle della confluenza con il Fiume Reschia, tra i comuni di Maierato (VV) e Monterosso (VV), con estensione dell'immediata zona protetta anche ai territori dei comuni di Francavilla Angitola (VV), Polia (VV) e Pizzo (VV).
Il lago è inserito in un ambiente collinare caratterizzato da macchia mediterranea, uliveti, aree di rimboschimento a conifera, boschi idrofili e vegetazione ripariale. La sua posizione, tra la costa e la dorsale appenninica, lo rende interessato dalle rotte migratorie da e verso lo Stretto di Messina.

Cronistoria di vita di un Gabbiano comune

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14 luglio 2015 - Siamo presso la foce del Fiume Tordino tra i comuni di Giulianova (TE) e Roseto degli Abruzzi (TE). Un gruppo di una quarantina di Gabbiani comuni (Larus ridibundus) riposa nel greto del fiume. Tra di essi, vi sono anche due Gabbiani corallini (Larus melanocephalus).

Uno dei Gabbiani comuni presenta un anello rosso su una zampa che è stato possibile leggere:

Cronaca di una nidificazione di Cornacchia grigia

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Quest'anno, una coppia di Cornacchie grigie (Corvus cornix), ha costruito il nido su un albero ben visibile da un balcone posto al quinto piano di un vicino palazzo.

Siamo nella zona Est di Roma. L'albero in questione è un Acero americano (Acer negundo sp) che cresce su un marciapiede molto frequentato dai pedoni.

Predoni in azione

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28 maggio 2015

Margini della Riserva Naturale Tenuta dei Massimi nella zona Sud-Occidentale dell'area urbana di Roma.
Una quarantina di Gabbiani reali (Larus michahellis), accompagnati da un'abbondante decina di Cornacchie grigie (Corvus cornix), si stanno nutrendo di quelli che sembrano scarti di macellazione abbandonati ai bordi di una strada. Sopra di loro volano almeno sei Nibbi bruni (Milvus migrans) che, senza molta convinzione, tentano delle sortite sul gruppo per recuperare qualcosa da mangiare.